Ambasciatrici di Speranza

Si è svolta nella Chiesa di Santa Sofia a Padova, il 7 febbraio scorso, una veglia diocesana di preghiera promossa in occasione dell’undicesima edizione della Giornata Internazionale di Preghiera e Riflessione contro la Tratta di esseri umani, a cui hanno partecipato anche le Suore Francescane dei Poveri.

Un momento di meditazione, riflessione e testimonianza per sensibilizzare in merito alla diffusione del fenomeno e all’importanza di agire, anche con piccoli passi, in difesa delle persone vittime dello sfruttamento, che sono soprattutto i più vulnerabili – minori, donne, migranti. Proprio su questo fronte, in città, le SFP sono presenti con Progetto Miriam, che offre ascolto, accoglienza e sostegno a donne e minori vittime di tratta o in grave situazione di disagio.

Ci parla di questa iniziativa la responsabile del Progetto, sr Carla Casadei:

“L’obiettivo di questa veglia è coinvolgere tutta la città, e non solo il mondo religioso, in primo luogo nella presa di coscienza della dimensione di questo fenomeno, che nel mondo colpisce oltre 50 milioni di persone ed è anche molto presente qui a Padova, pur in modo sommerso.

Da circa 27 anni siamo presenti a Padova con la nostra casa di accoglienza per combattere lo sfruttamento sessuale e il traffico degli esseri umani. Anche se possiamo ospitare un numero limitato di donne, nel corso di questi anni ne abbiamo accolte circa 310. Molte di loro hanno trovato un futuro migliore, si sono potute integrare, si sono riscattate da questa schiavitù e hanno ricostruito una vita più serena.

Ogni anno cerchiamo di sviluppare il tema della Giornata di preghiera inserendo, oltre al momento di riflessione, degli elementi di bellezza e di natura artistica, come musica, canto e danza. In linea con il tema di quest’anno, vogliamo essere ambasciatrici di speranza, e quindi non solo condannare tutte le realtà del presente legate alla tratta, ma anche prospettare un’idea di futuro, della vita che rinasce e che va avanti, che si re-inserisce nella società e lo vuole fare anche con elementi di bellezza.

Purtroppo il valore dell’inclusione non è ancora così diffuso e quindi è importante proseguire nel lavoro di sensibilizzazione per stimolare le persone a prendere degli impegni concreti, a cominciare dalle piccole cose. Occorre promuovere l’accoglienza dei migranti, non sfruttarli nel mercato del lavoro, vivere con una mentalità più aperta rispetto a chi non ha la nostra stessa fede o lingua”.

In continuità con il Giubileo in corso, il tema di questa Giornata mette in risalto la speranza, che dobbiamo mantenere anche affrontando questioni globali come la tratta di persone e perseverando con determinazione per costruire un mondo di pace, giustizia e dignità per tutti.

Sr. Carla Casadei, SFP

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